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Privacy- Novità e Conferme

Dal momento della sua nascita, alla fine del 1800, il "right of privacy" si configurava come diritto di essere lasciato in pace (right to be let alone), di non subire intrusioni indesiderate nella sfera della propria vita privata, in una società caratterizzata da una circolazione delle informazioni sempre più vasta e veloce, grazie alla diffusione della stampa.

Oggi, a più di un secolo di distanza da quella prima riflessione giuridica, il diritto alla privacy — riconosciuto e tutelato, finalmente, anche in Italia, con la Legge 31 dicembre 1996, n. 675, prima, e ora con il Testo Unico D.Lgs. 196/2003 — ha subito una notevole trasformazione, riconducibile a diversi fattori, che trovano la loro matrice comune nell’evoluzione storico-politica della società e, in particolare, nel progresso tecnologico e delle forme di comunicazione di massa.

Con l’espressione "dalla segretezza al controllo" alcuni autori indicano, in modo riassuntivo e significativo, proprio tale processo di evoluzione, che ha caratterizzato la vicenda della "privacy", sulla base, in particolare, del contenuto delle normative in materia, che si sono susseguite dagli anni ’70 ad oggi.

In tale evoluzione, si è passati da una visione statica e negativa della "privacy", intesa come strumento atto ad impedire la conoscenza, da parte di estranei, delle informazioni personali, ad una visione dinamica e attiva della stessa, intesa come strumento che il singolo ha a sua disposizione per controllare la raccolta, la classificazione e l’uso di quelle informazioni da parte di chi gestisce le banche dati, nelle quali le stesse sono inserite e conservate (soggetti pubblici o privati che siano). A tal riguardo, si possono richiamare i diritti riconosciuti all’interessato dall’articolo 13 della Legge n. 675/96 (ora Art. 7 del D.Lgs. 196/2003), tra i quali quelli di conoscere l’esistenza di trattamenti che lo riguardano, di essere informato circa le finalità del trattamento, di ottenere, dal titolare o dal responsabile, la comunicazione dei dati che gli appartengono, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione dei dati inesatti o incompleti, l’attestazione che tali modifiche siano state rese note a coloro ai quali i dati erano stati comunicati.

Il nuovo e diverso concetto di "privacy" è stato elaborato nella consapevolezza che il progresso tecnico-scientifico apre prospettive del tutto nuove, di fronte alle quali gli schemi concettuali, nonché le tecniche di difesa, elaborati in precedenza appaiono del tutto insufficienti. Nella consapevolezza, inoltre, del carattere inarrestabile e rapido di tale progresso a fronte della lentezza delle innovazioni istituzionali.

Vi sono, dunque, attualmente, due diverse direzioni che il dibattito intorno alla "privacy" percorre: una è quella più recente, legata al controllo e all’accesso, che si ritrova dalla richiamata Legge n. 675/96 in poi; l’altra è quella che "confina" con la segretezza.

A tal riguardo, però, appare d’obbligo un chiarimento: quando si parla del diritto alla "privacy" come diritto della persona di non subire intrusioni nella propria sfera privata, in particolare quelle consistenti nella conoscenza delle informazioni che la riguardano da parte di estranei, si fa riferimento ad una situazione soggettiva — questa sì traducibile efficacemente con il termine "riservatezza" — che non va confusa con il diritto al segreto.

Dall'1/1/2004 è in vigore il già citato nuovo Testo Unico in materia di tutela dei dati personali ovvero il nuovo Codice della Privacy che introduce una relativa semplificazione delle incombenze in capo al titolare del trattamento.
Lo stesso rappresenta una sorta di "ultima spiaggia" per adeguarsi alla normativa di derivazione comunitaria e richiede pertanto un monitoraggio attento degli adempimenti già adottati alla data del 31/12/2003 rispetto a quelli previsti dall'01/01/2004. La nuova Privacy introduce una relativa semplificazione delle incombenze in capo al titolare.

   

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